U-MANI: CONSIGLI DI LETTURE

LA ‘TRILOGIA DELL’ALTRO’

L’Altro, lo Straniero, declinato in tre movimenti universali, “omerici”:
la Guerra, il Viaggio, l’Approdo.
Tre movimenti raccontati da uno scrittore occidentale: Giuseppe Catozzella.

Nel 2014 aveva creato un vero caso letterario con Non dirmi che hai paura (vincitore premio Strega Giovani), storia dell’atleta somala Samia Yusuf Omar, morta in mare mentre cercava di raggiungere le nostre coste per inseguire il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Londra. Dopo aver raccontato le brutalità e gli orrori della guerra ne Il grande futuro, Catozzella decide di spostare il focus sui nostri fantasmi. Perché abbiamo paura dello straniero? Come si crea il razzismo? E come si può sconfiggere? E tu splendi è uno specchio: è attraverso l’”altro” che riusciamo a vedere con chiarezza le nostre storture e le nostre contraddizioni.

“Era il 2012. Erano già tanti anni che mi interessavo a questi temi. Ero al confine tra Somalia e Kenya perché ero andato a incontrare un ragazzo che voleva raccontare la sua storia. Poi quella storia è diventata il secondo libro: Il grande futuro. Era il 19 agosto e in quei giorni erano appena finite le Olimpiadi di Londra. Mentre facevo colazione c’era la tv accesa su Al Jazeera e stavano intervistando il portavoce del comitato olimpico somalo. Io ero lì che mangiavo e ho sentito questa cosa: “Che fine ha fatto Samia Yusuf Omar?”, gli hanno chiesto. E lui: “L’avevamo portata alle Olimpiadi di Pechino, giovanissima. Volava vincere quelle di Londra e per farlo ha lasciato Mogadiscio da sola, voleva arrivare in Italia ed è morta in mare”. Ecco, quando ho sentito nominare il nome del mio Paese, mi sono sentito chiamato e ho saputo che avrei messo in qualche modo la mia vita al servizio di quella storia”.