U-MANI: CONSIGLI DI LETTURA

PIU’ PROFONDO DEL MARE

di  MELISSA FLEMING  (2018)

Nulla, meglio della frase di Khaled Hosseini, può riassumere con altrettanta efficacia ‘Più profondo del mare’: “Questo è il libro del nostro tempo”.

Quello scritto da Melissa Fleming, Capo delle Comunicazioni per l’Alto Commissariato per le Nazioni Unite, è un sapiente, attento e delicato racconto di una delle realtà del nostro tempo, una realtà – quella del dramma della Siria, della sua gente, degli orrori della guerra – in cui si intrecciano in modo indissolubile, ricordi, sogni e speranze.

Sono pagine che raccontano, in profondità e con profondità, delle migrazioni e delle vite di coloro che sfidano il destino spinti dall’unico desiderio di poter vivere o, molto più spesso, di poter sopravvivere, di poter continuare a sperare, rischiando la vita di fronte alla vastità del Mare nostrum.

TRAMA: Sono quasi arrivati, solo poche ore di mare li separano dall’Italia, quando un peschereccio si dirige contro di loro, per farli affondare. Il barcone non regge e tutti si gettano in acqua. Molti annegano subito. Anche Doaa ‑ profuga siriana di diciannove anni ‑ non sa nuotare e solo il salvagente che le porta il fidanzato la tiene a galla. E lo farà per i successivi quattro giorni, in cui le voci e i lamenti intorno si spengono uno dopo l’altro. La tentazione è di lasciarsi andare, ma le due bambine che le si aggrappano, a lei affidate dai genitori prima di scomparire per sempre nelle acque, reclamano la vita. Per loro deve lottare e resistere ancora un’ora, poi un’altra, e cantare, e pregare, fino a quando qualcuno arriva.

Una lettura fondamentale e preziosa per poterci aiutare a riflettere su fatti che accadono ogni giorno a poca distanza da noi, la cui portata ci impone, come uomini, di non poter restare indifferenti, costringendoci ad abbandonare la superficialità con cui, troppo spesso, osserviamo e giudichiamo una delle più grandi tragedie umanitarie del nuovo secolo.