REGOLARIZZAZIONE MIGRANTI, FORSE E’ LA VOLTA BUONA

Finalmente in queste ore il Governo sta lavorando alla regolarizzazione dei migranti. Le due finalità principali sono la lotta contro il lavoro nero e la sicurezza sanitaria del Paese.

– Massimo Franchi, 05.05.2020

Agricoltura e Diritti. D’accordo le ministre Bellanova e Catalfo. Norma per 150mila braccianti, con

colf e badanti si arriva a quota 600mila. Resistenze nel M5s. Riunione al ministero del Lavoro: via a

piattaforma Anpal. Ma il decreto dovrà scriverlo Lamorgese

Alla stipula del contratto, il datore di lavoro pagherà un contributo forfettario per il rilascio del

permesso di soggiorno al migrante. Dovrebbe essere questo lo stesso usato nel 2012, ultimo

provvedimento del tipo in Italia lo strumento scelto dal governo per regolarizzare i lavoratori

migranti. Non solo nell’agricoltura i braccianti irregolari sono stimati in 140-160 mila , ma

allargando la modalità anche per colf e badanti, categorie finora escluse da ogni ammortizzatore

sociale, per giungere ad un totale di 600mila persone.

DOPO MESI DI ATTENDISMO la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova sembra essersi

convinta della necessità di agire subito. Anche come capo delegazione di Italia Viva.

Meno convinta sul metodo e sull’allargamento a colf e badanti pare essere la ministra dell’Interno

Luciana Lamorgese, alla quale spetterà comunque la responsabilità della norma che Bellanova punta

ad inserire nel prossimo decreto.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la ministra del lavoro Nunzia Catalfo che però deve vincere le

resistenza interne al M5s con Vito Crimi che non vede di buon occhio una norma che sarà bollata

come «vergognosa sanatoria» dalla destra.

Ieri al ministero del Lavoro si è tenuta una lunga tele riunione, presenti Bellanova e le parti sociali,

con sostanziale via libera alla regolarizzazione.

La ministra Catalfo ha poi annunciato che l’Anpal sta per far partire una piattaforma digitale per far

incontrare domanda e offerta di manodopera agricola, idea già contenuta mai applicata nella legge

199 del 2016 sul Caporalato: dovrebbe prevedere anche un ruolo per enti bilaterali e agenzie

interinali. La piattaforma pubblica dell’Anpal dovrebbe poi evitare l’introduzione dei voucher, chiesti

a gran voce dalla destra e da Coldiretti.

In mattinata Bellanova aveva reso pubblica la sua posizione: «L’Italia deve decidere di combattere

definitivamente questo fenomeno scegliendo la giustizia sociale e la civiltà, sapendo che lasciare

immutato lo stato di cose significa alimentare l’illegalità, la concorrenza sleale e il caporalato. E

danneggiare lavoratori e aziende oneste, la maggioranza, che rischiano di lasciare i prodotti nei

campi. Da anni nei distretti agricoli, con percentuali differenti, c’è manodopera immigrata, molta

senza permesso di soggiorno. Davanti a questa situazione: o si lasciano i campi incolti o si sceglie di

regolarizzare queste persone sottraendole ai caporali».

NON MANCAVA PERÒ UN RICHIAMO al rischio sanitario, ma dal punto di vista degli italiani: «Il

punto non è quanti ospedali costruisci ma quante persone metti in sicurezza; e se questi lavoratori

saranno costretti a rimanere nei ghetti, irregolari e invisibili, sarà un rischio enorme per la loro

salute e quella di tutti».

La sortita di Bellanova ha provocato subito il giubilo della Cia, l’associazione datoriale agricola

alternativa alla Coldiretti. «Ha ragione la ministra Bellanova, siamo noi ad avere bisogno degli

immigrati dichiara il presidente Cia Dino Scanavino ma è necessario che la regolarizzazione si

concretizzi subito, velocizzando e semplificando le procedure senza intralci burocratici. Se non si

agisce in fretta, la sanatoria rischia di avere effetto fra troppi mesi, quando la stagione della raccolta

sarà terminata e i prodotti saranno abbandonati nei campi per mancanza di forza lavoro, con la

conseguenza per le famiglie di trovare scaffali vuoti nei supermercati». Secondo le stime di Cia, un

provvedimento di regolarizzazione oltre a coinvolgere una platea di almeno 150mila operai agricoli e

a inserire in una cornice di legalità i lavoratori già presenti nel nostro Paese, potrebbe portare nelle

casse dello Stato anche nuove entrate per 1,2 miliardi di euro, tra Irpef e contributi previdenziali.

OTTIMISTI MA GUARDINGHI i sindacati. «È dal 25 marzo, quando mandammo una lettera

appello al presidente Mattarella, che attendiamo un segnale concreto dal governo sottolinea il

segretario generale della Flati Cgil Giovanni Mininni . La regolarizzazione sarebbe un segnale di

civiltà e libererebbe dal giogo di caporali, aziende sfruttatrici e malavita centinaia di migliaia di

migranti, a rischio sanitario nei tanti ghetti presenti in Italia. Dare a loro un contratto regolare e

senza voucher garantirebbe poi di aiutare anche i braccianti italiani che subiscono un sotto salario

diffuso», chiude Mininni.

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