Associazione Mondi Senza Frontiere

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LA LORO STORIA…………..LA NOSTRA STORIA

L’incontro tra un gruppo di biellesi e un pezzetto di Africa nera e quello che ne consegue….

Lavoravano in Libia per aiutare le loro famiglie rimaste nell’Africa sub-sahariana quando è scoppiatala guerra. Sono stati costretti a salire sui barconi senza conoscere la destinazione e fatti sbarcare a Lampedusa. Era il maggio 2011.

Sopravvissuti alla interminabile e pericolosa navigazione – molti sono morti, loro ce l’hanno fatta – dopo una prima accoglienza, identificazione e visita medica, vengono portati in nave fino a Genova e poi su un pullman dirottati a Muzzano, piccolo comune del Biellese, e accolti nella casa dei Salesiani.  Qui il gestore dell’accoglienza ha scelto di aprire la casa a tutti i biellesi che volevano collaborare, soprattutto per l’insegnamento della lingua italiana.

Erano 49 persone, tutti ragazzi dai 17 ai 30 anni circa. Alcuni nel corso di questi anni si sono trasferiti in altre parti d’Italia o all’estero in cerca di fortuna, ma una trentina è rimasta nel Biellese.

Nel marzo 2013, al termine del progetto Emergenza Nord Africa finanziato dallo Stato,un gruppetto di volontari ha dato vita al Comitato Accoglienza Profughi all’interno di un’associazione locale e dopo lo scioglimento di quest’ultima – aprile 2016 -ha continuato la propria attività nell’Associazione MONDI SENZA FRONTIERE, insieme ai nuovi volontari che operano prevalentemente nella zona di Cossato.

Perché questa scelta?   Il percorso di integrazione era iniziato ma non concluso e i volontari si sentivano responsabili per i ragazzi che a vario titolo erano entrati nelle loro vite e con i quali in molti casi avevano stretto anche forti rapporti di amicizia.Semplicemente: era impensabile lasciarli al loro destino.

Nel tempo al primo gruppo si sono aggiunti altri migranti che sono stati aiutatiterminata la loro permanenza nei CAS / SPRAR o che erano arrivati sul territorio da altre vie.

Obiettivi Per noi sono molto chiari:

LAVORODIGNITA’AUTONOMIAINTEGRAZIONE

La nostra Associazione crede nel supporto, non nell’assistenzialismo. Queste quattro parole – lavoro, dignità, autonomia, integrazione – che sono alla base del nostro impegno, in fondo sono interscambiabili: non ci si può integrare se non si è autonomi, si perde la dignità se non si lavora, se si dipende dalla carità altrui non ci si inserirà mai nella società e così via, all’infinito… Tuttavia il punto di partenza è il lavoro ed è per questo che ci siamo focalizzati sul trovare un’occupazione ai ragazzi, passaggio obbligato per raggiungere gli altri obiettivi.

Considerata la crisi lavorativa nel Biellese e le basse o comunque diverse competenze dei ragazzi, abbiamo accertato che l’unico sistema che veramente funziona è il tirocinio d’inserimento lavorativo, un periodo di orientamento al lavoro e di formazione allo scopo di favorire l’arricchimento del bagaglio di conoscenze e l’acquisizione di competenze professionali. Ha una durata di 6 mesi, prorogabile per altri 6, con una indennità mensile di 500/600 euro.

I tirocini sono attivati grazie all’impegno dei volontari che contattano aziende per ottenerne la disponibilità, chevanno a caccia di finanziamenti presso Istituzioni bancarie e privati per erogare borse lavoro.Si individuano i ragazzi idonei in base alle loro esperienze pregresse e alle necessità logistiche per raggiungere il luogo di lavoro.

E’ un’attività per noi volontari molto impegnativa, ma i risultati ci ripagano. Dal 2016 ad oggi sono stati attivati più di 50 tirocini, proroghe comprese, coinvolgendo 48 ragazzi e 38 aziende. 13 tirocini si sono trasformati in altrettanti contratti.Per citarne alcuni: Abou lavora in un caseificio, Dramanein un’azienda vinicola, Drissa fa il cuoco, Adama è falegname, Idrissa fa il fabbro, Arthur è informatico, Bakary sta lavorando come carrozziere, Mamady è apprendista elettricista, Diouma lavora in cascina, Chaka fa il boscaiolo, Lassine collabora con una sartoria, Tidiane è operaio in una fabbrica tessile, Lassana è assunto come magazziniere.

Vantaggi Il tirocinio è attualmente il mezzo più efficace a disposizione dei volontari per raggiungere due scopi:

  1. approcciare un ragazzo straniero, con competenze diverse e ovvie difficoltà linguistiche (al loro arrivo molti erano analfabeti), al mondo del lavoro, italiano in generale e biellese in particolare, dandogli la chance di imparare una professione e sviluppare capacità relazionali e tecniche
  2. contemporaneamente, i tirocini sovvenzionati hanno permesso alle ditte di conoscere questi ragazzi che arrivano da culture e mondi così diversi dal nostro, superando inevitabili diffidenze, in un reciproco percorso di integrazione sociale.

Obiettivo dell’Associazione: contribuire a creare una società aperta verso le diversità in un mondo sempre più multietnico e multiculturale, nel rispetto e nella valorizzazione delle specificità etniche, culturali e religiose.

I suoi punti di forza sono l’uguaglianza nei diritti e nei doveri.